Economie Ribaltate - Gruppo d’Acquisto Solidale

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Il GAS ECONOMIE RIBALTATE, da lì l’acronimo ErGas, nasce a 100celle all’inizio del 2008. Come molti GAS nasce da una riflessione sulla necessità di un cambiamento profondo del nostro stile di vita. In particolare ErGas nasce a seguito di un incontro tenuto con Alberto Castagnola, economista critico, incentrato sull’economia sociale e solidale come alternativa al modello economico dominante e i rapporti di dominazione su cui si fonda questo modello, sia tra i paesi del Nord Globale sia tra il Nord e il Sud Globale. Quindi fin dalla sua nascita ErGas vuole essere un’esperienza di condivisione di pratiche e di idee oltre il mero acquisto di prodotti da consumare.
Nasce da persone stanche di aderire passivamente a logiche commerciali etero dirette e modelli di compravendita dettati e manipolati dai media e dalla pubblicità, dal desiderio di accumulazione costante di alimenti che provengono da migliaia di chilometri di distanza e che sono il frutto di uno stravolgimento dei cicli naturali, dietro i quali si celano poteri dominanti che producono disuguaglianze nella distribuzione della ricchezza economica e sociale, sofferenze umane e animali, inquinamento,spreco e consumo eccessivo di risorse. Nasce contro la logica del supermercato, le arance che vengono dal brasile o dall’Andalucia (Mar de Plastico), le banane e le carote imballate ad una, i cavoli d'estate e i pomodori d'inverno, le melanzane geneticamente modificate (OGM) e le zucchine ai pesticidi.
 
ER-GAS si è pensato da subito come un gruppo, una piccola comunità che vuole stabilire ponti con altre comunità, gruppi di acquisto, piccoli produttori, soprattutto in un momentostorico in cui sembra che, di fronte alla crisi e la virulenza dell’economianeoliberale, l’unica via di uscita sia il chiudersi in se stessi enell’iper-individualismo e iper-consumismo imperante, nei propri consumi esoddisfazioni senza chiedersi da dove arrivano gli alimenti, come sono statiprodotti e quanti chilometri hanno percorso, quanto lavoro hanno sfruttatoprima di arrivare sulle nostre tavole.
 
ER Gas è anche un GAS vegan/vegetariano perché mette in discussione fin da subito lo specismo com emodello alla base dell’economia capitalista dominante. Ciò significa non solo nutrirsi senza essere complici della sofferenza inferta al mondo animale maanche minor impatto sulle risorse della terra, minor consumo di energia, acqua,farmaci e inquinanti. Ricordiamo come un mantra che chi mangia carne consuma le risorse della terra 4 volte di più!
 
Seguendo la linea di ragionamento di Gustavo Esteva (attivista messicano, “intellettuale deprofessionalizzato” e fondatore dell’Università della Terra di Oaxaca) ER-GAS è una pratica dal basso che, similmente ad altre pratiche e forme di autorganizzazione dal basso, nascono da un denominatore comune, ovvero il recupero dei verbi e pratiche della vita quotidiana. Tutte queste iniziative tendono infatti a rompere il legame di dipendenza tra quelle che vengono percepite come “necessità” e le loro forme di soddisfazione, che spesso si crede possa avvenire esclusivamente attraverso la mediazione di enti pubblici e privati (ospedali, scuole, edilizia pianificata dall’alto, supermercati/centricommerciali, ecc.). Questo significa che le persone cominciano a sostituire sostantivi come CIBO, EDUCAZIONE, SALUTE, ALLOGGIO con verbi come MANGIARE,APPRENDERE, GUARIRE, o ABITARE. In questa maniera si recupera RAPPRESENTANZA PERSONALE e COLLETTIVA e si rendono possibili PERCORSI AUTONOMI di TRASFORMAZIONE SOCIALE. Per questo oltre all'acquisto collettivo E.R. GAS fa esperienze laboratoriali (laboratorio per fare il pane e le passate di pomodoro, i saponi e i detersivi ecologici, riciclo, energia pulita) e organizza visite alle aziende per conoscere i produttori dai quali acquista. Questo perché ER GAS vuole essere una esperienza di condivisione di pratiche edi idee oltre il mero acquisto di prodotti da consumare.
 
Pensiamoche tutte queste forme di riappropriazione dei verbi e delle loro modalità disoddisfazione siano le pratiche sviluppate da un NUOVO SOGGETTO che si va costruendo a livello globale che piano piano, passo a passo, agisce per alimentare quella RESISTENZA, che è allo stesso tempo un’INSURREZIONE.Un’INSURREZIONE che forse non si vede, ma che è irrimediabilmente in corso contro un modello sociale e relazionale che non ci piace e detestiamo.
 
Quindi ci consideriamo parte di una LOTTA RIVENDICATIVA per “mangiare” in maniera DIVERSA, per PORRE UN FRENO ALLE AZIONI DI SOCIETA’ che controllano l’80% del commercio mondiale di alimenti. Cercando di creare e NUOVE forme di COLLEGAMENTO tra CAMPAGNA e CITTA’ mediante la quale si crea un’ALTERNATIVA al MERCATO, dove produttori e consumatori abbandonano questa condizione astratta per praticare lo scambio diretto tra persone. In alcuni territori e comunità spesso questo scambio arriva ad essere mediato da nuove monete locali Ed è entusiasmante vedere che, a volte, la relazione si trasforma in una nuova area di comunità con ampie potenzialità.
 
Oltre a MANGIARE in maniera diversa parliamo anche di ABITARE in maniera diversa, chequi allo spazio 100celle aperte abbiamo trasformato in OCCUPARE, come i compagni e le compagne di Caicocci Terra Sociale hanno occupato e lottato perla TERRA. Che è la stessa cosa che sta succedendo in altre latitudini, come nel Sud Globale dove negli ultimi anni intere comunità hanno recuperato un milionedi ettari di terra in Perù, arrivando a produrre, con sistemi tradizionali, il 40% degli alimenti consumati nel paese. Oppure in Brasile dove i contadini Sem Terra hanno organizzato uno dei movimenti sociali più interessanti del continente.
 
Tuttoquesto si può inquadrare all'interno dell'idea di SOVRANITA' ALIMENTARE de La Via Campesina, l'organizzazione contadina più grande che sia mai esistita, che raggruppa già centinaia di migliaia di contadini in più di cento paesi. 
 
Per noi e le iniziative simili dal basso sono una delle maniere per non arrendersi, date le condizioni attuali del mondo, a diete e pratiche alimentari imposte dal capitale e dal suo metodo produttivo. La bussola che ci guida è quella della SOVRANITA’ ALIMENTARE (La Via Campesina, Terra Terra, Genuino Clandestino), che consideriamo una proposta radicale di attivazione e trasformazione delle pratiche che ricercano l’autosufficienza alimentare. Si esprime intermini semplici: decidere noi quello che vogliamo mangiare e come vogliamo produrlo!
 
Tutti queste nuove pratiche e iniziative di vita quotidiana acquistano crescente visibilità nell'ora della crisi, dato che offrono opzioni creative di sopravvivenza e resistono con efficacia alle politiche e ai progetti dominanti. 
Per molti popoli indigeni latinoamericani "la cucina serve a far crescere l'anima, non a riempire lo stomaco".
 


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