Vegan info (1)

Materiale informativo sull'alimentazione vegan.

VACCHE GRASSE E BAMBINI MAGRI
840 milioni di esseri umani, soprattutto bambini (quasi tutti nel Sud del mondo), soffrono di denutrizione cronica.
Ma, com’è noto, la fame nel mondo non è un problema causato dalla mancanza di cibo prodotto, ma da una sua distribuzione non omogenea e soprattutto dagli sprechi enormi: 36 dei 40 paesi più poveri del mondo esportano cibo verso gli USA e l’Europa.
Il Brasile conta 16 milioni di persone malnutrite. Ed esporta 16 milioni di tonnellate di soiaper mangimi animali - 1000 kg di soia l’anno per ogni individuo malnutrito!

GLI SPRECHI GLOBALI DI CIBO E TERRE
I 2/3 delle terre fertili del pianeta sono usati per coltivare cereali e legumi per animali.
Il 90% della soia e la metà dei cereali prodotti globalmente sono destinati a nutrire gli animali.
Numero di persone le cui necessità nutrizionali possono essere soddisfatte dal cibo prodotto su 1,2 ettari di terra sono: PATATE 22 persone, RISO 19 persone, GRANO 15 persone, POLLI 2 persone, LATTE 2 persone
UOVA 1 persone, MANZO 2 persone.


Fabbriche di proteine alla rovescia
Gran parte dei vegetali prodotti non va a nutrire gli umani, ma gli animali.
Trasformare alimenti vegetali in alimenti di origine animale è poco conveniente, il rapporto è circa di 10 a 1 una bistecca può saziare 1 solo individuo 1 chilogrammo di cereali può nutrirne 10.
In un anno, nei soli Stati Uniti, sono state prodotte 145 milioni di tonnellate di cereali e soia.
Per contro, sono stati ricavati 21 miloni di tonnellate di carne, latte, uova.

Facendo la differenza, si ottengono 124 milioni di tonnellate di cibo sprecato: questo cibo avrebbe assicurato un pasto completo al giorno a tutti gli abitanti della Terra! Con il solo spreco degli USA.

SPRECO DI ACQUA
Il 70% dell’acqua utilizzata sul pianeta è consumato dalla zootecnia e dall’agricoltura.
Dobbiamo sommare, infatti, l’acqua impiegata nelle coltivazioni, che avvengono in gran parte su terre irrigate, l’acqua necessaria ad abbeverare gli animali e l’acqua per pulire le stalle. Una vacca da latte beve 200 litri di acqua al giorno, 50 litri un bovino o un cavallo, 20 un maiale e 10 una pecora.

SPRECO DI ENERGIA
Anche l’energia fossile necessaria per la produzione di cibi animali è di gran lunga maggiore di quella necessaria per la produzione degli stessi nutrienti da fonti vegetali.
Le calorie di combustibile fossile spese per produrre 1 caloria di proteine dal grano sono pari a 2,2.
Per i cibi animali ne servono molte di più, in media 25, ma in particolare: 40 per la carne bovina,
39 per le uova, 14 per il latte, 14 per la carne di maiale.

INQUINAMENTO CHIMICO
I prodotti chimici comprendono fertilizzanti, pesticidi (che uccidono gli insetti nocivi per le colture) ed erbicidi (che uccidono le piante nocive): tutti inquinano il suolo, l’acqua e il cibo stesso.
Non si tratta però di un problema legato all’agricoltura in sé e per sé, ma all’agricoltura finalizzata all’allevamento di animali: per quanto riguarda gli erbicidi, ad esempio, è indicativo il fatto che l’80% di quelli usati negli USA viene utilizzato nei campi di mais e di soia destinati all’alimentazione degli animali.
Inquinamento da deiezioni
In Italia gli animali d’allevamento producono annualmente circa 19 milioni di tonnellate di deiezioni a scarso contenuto organico, che non possono essere usate come fertilizzante. Contengono prodotti chimici (farmaci, fertilizzanti) di cui gli animali sono imbottiti.
Il 16% del metano immesso nell’atmosfera,una delle cause dell’effetto serra, viene emesso dagli animali d’allevamento.

L’ABBATTIMENTO DELLE FORESTE
Le foreste pluviali, il polmone verde della Terra, non vengono solo abbattute per predarne il legname,che è una della cause minori.
La causa principale è la creazione di pascoli per l’allevamento di bovini destinati a fornire carne all’Occidente.
In Costa Rica, ad esempio, durante gli anni ’60 e ’70 l’aumento vertiginoso delle esportazioni di carne verso gli Usa conseguente al boom del consumo degli hamburger determinò un vero e proprio assalto alle foreste pluviali; oggi sono ridotte a poco più del 10% della loro estensione originaria.


L’ITTICOLTURA
Se gli allevamenti intensivi ed estensivi di mammiferi e volatili causano così tanti danni, la pesca e l’allevamento di pesci non è certo da meno.
Il problema dell’overfishing - la pesca intensiva nei mari di tutto il mondo -è all'ordine del giorno presso tutte le istituzioni nazionali ed internazionali (ONU,Comunità Europea, ecc.): a quantità di pesci ancora presente nelle acque è sempre più esigua.
L’allevamento di pesci è quindi in rapida crescita, solo il 12,4% degli allevamenti è “estensivo” (i pesci sono liberi in stagni o in lagune costiere), il restante è intensivo (vasche di cemento o gabbie in mare).
L‘allevamento intensivo significa
Animali in numero altissimo in piccoli spazi, e conseguentemente, come per gli allevamenti di animali terrestri, largo uso di antibiotici e altri farmaci atti a prevenire malattie di epidemie devastanti; uso di erbicidi per controllare la crescita della vegetazione acquatica;uso di disinfettanti; produzione di grandi quantità di deiezioni che inquinano irrimediabilmente le acque; saccheggio delle già scarse risorse ittiche naturali per fornire cibo ai pesci carnivori allevati. Per 10 kg di spigole d’allevamento serve un quintale di sardine catturate in mare!

LA PRODUZIONE DEL LATTE
I problemi fin qui elencati riguardano anche l’industria lattiera e casearia dove la carne di vitello e di manzo sono in realtà un suo sottoprodotto.

L‘obiezione più ricorrente mossa al veganesimo è che non è necessario uccidere un animale per consumare il latte o le uova.Si rende quindi necessario un approfondimento sui sistemi di produzione di questi alimenti.

Le mucche vivrebbero venti anni, ma negli allevamenti vengono macellate quando la loro produzione di latte diminuisce, in genere dopo cinque-sei anni.
I vitellini, strappati alla madre subito dopo la nascita, sono destinati al mattatoio a pochi mesi di vita (carne di vitella) o fatti ingrassare per essere macellati dopo due anni (carne di manzo).
Le mucche sono inseminate artificialmente: se non mettessero al mondo i vitelli destinati al macello non produrrebbero latte. I vitellini sono isolati in box, legati a catena, sottoposti a una dietacarente di ferro che li rende deboli e anemici: così viene prodotta la carnebianca tanto apprezzata dai consumatori. Ecco perché i vegan rifiutano latte e derivati. Non importa se il formaggio contenga o meno caglio animale (ottenuto dallo stomaco degli animali macellati): i latticini, anche se BIOLOGICI, derivano comunque da un ciclo produttivo che prevede la sofferenza e la morte degli animali.

LA PRODUZIONE DI UOVA
Le galline vivrebbero 15 anni, ma negli allevamenti sono sgozzate appena producono meno uova (di solito a 2 anni) per diventare carne di seconda scelta.
I pulcini maschi, inutili al ciclo produttivo, vengono buttati vivi in un tritacarne per diventare mangime, soffocati o semplicemente lasciati morire accatastati in grandi mucchi.


i dati sono tratti da www.saicosamangi.info